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Graziella Di Grezia: come prevenire il tumore al seno.

Graziella Di Grezia: come prevenire il tumore al seno.

Cancro alla mammella, prima causa di morte per tumore nelle donne: ne abbiamo discusso con la dottoressa Graziella Di Grezia medico radiologo senologo – Dirigente Medico presso Istituto dei Tumori “G. Pascale” di Napoli.

Quando si parla di cancro alla mammella si parla, ancora oggi, del motivo principale di decesso per tumore nella popolazione femminile.

Un tema per cui la prevenzione è sempre l’arma vincente per scongiurare tristi epiloghi. Non a caso rispetto al passato, proprio grazie alla prevenzione, esso è divenuto una forma tumorale che miete sempre meno vittime grazie ai programmi di screening oggi adottati e alle misure preventive messe in atto.

Anche Decomedical promuove la sensibilizzazione alla lotta contro il tumore al seno e, riguardo all’importante tema della prevenzione, per questo motivo ha ascoltato la dottoressa Graziella Di Grezia. 

Da che età dovrebbe partire una corretta prevenzione del tumore alla mammella? 

<<La prevenzione inizia a partire dai 30 anni con visita ed ecografia, continuando dai 40 con visita, ecografia e mammografia. Si interfaccia con i programmi di screening che prevedono la mammografia biennale dai 50 ai 69 anni. In realtà oggi la prevenzione si è anticipata ancora di più perché anche ragazzine di 15-16 anni, se palpano un nodulo, vanno a fare un’ecografia e una visita. Talvolta quindi la prevenzione inizia ancora più precocemente soprattutto se ci sono stati casi in famiglia, sia se c’è una familiarità accertata sia se si tratta di casi singoli che però creano un pregresso psicologico importante>>. 

Che valore assume l’autopalpazione del seno? 

<<Assume un valore legato più che altro alla possibilità di conoscere la propria mammella da parte della paziente, prendendo confidenza con essa e conoscendone meglio l’aspetto sotto la mano. In realtà non ha un vero e proprio valore diagnostico in quanto non sostituisce esami diagnostici di prevenzione, ma semplicemente serve a prendere confidenza con il piano cutaneo e sottocutaneo e a capire se ci sono irregolarità importanti in caso di lesioni superficiali. Ma di fatto l’autopalpazione ha un valore piuttosto limitato, e rientra più nella consapevolezza della prevenzione che nella reale opportunità di poter riscontrare delle lesioni della mammella>>. 

Ci sono sintomi, riconoscibili dalla donna, per identificare il tumore alla mammella? 

<<No, il tumore alla mammella è completamente asintomatico. Perché a oggi le diagnosi sono estremamente precoci di lesioni molto piccole, anche millimetriche. Per fortuna si tratta di lesioni che non diventano ancora sintomatiche. In rari casi, quando le lesioni diventano piuttosto grandi, possono esserci noduli palpabili, una retrazione del capezzolo, secrezione ematica dal capezzolo o il classico aspetto a buccia d’arancia della mammella. Ma si tratta di casi molto avanzati che a oggi sono quasi completamente scomparsi, se non riscontrati in donne molto anziane o in fasce estremamente fragili, come disabili ad esempio, o non autosufficienti. Di fatto la vera differenza tra la prevenzione alla mammella di anni fa e quella di oggi è legata alla completa asintomaticità del tumore della mammella. Soprattutto, cosa importante, il dolore alla mammella non è associato al tumore, in quanto la mastodinia, ovvero il dolore della mammella, è un sintomo ascrivibile a patologie benigne o comunque non riconducibile al tumore>>. 

Qual è la differenza tra ecografia mammaria e mammografia? 

<<Il primo è l’esame di prima istanza nella donna giovane, sotto i 40 anni. La mammografia è l’esame di prima istanza nella donna a partire dai 40 anni, ma nella prevenzione over 40 gli esami si completano tra di loro per ottenere una diagnosi completa. Insieme danno la possibilità di avere diagnosi del tumore della mammella, con un’accuratezza diagnostica di circa il 100%, se eseguiti contestualmente e, soprattutto, dallo stesso radiologo>>. 

Cancro della mammella e familiarità: cosa deve fare una donna nella cui famiglia sono presenti casi? 

<<Prima è necessario capire se c’è una familiarità accertata, ossia almeno due casi di parenti prossimi, quindi primo grado (mamma, sorella, figlia), soprattutto in pre-menopausa in età giovanile. Essi sono indicativi di una vera e propria familiarità. Gli altri sono casi sporadici e sono molto più frequenti. Oltre alla familiarità, esiste anche una eredo-familiarità, ossia mutazioni genetiche che possono portare a un incremento di rischio di tumore. La donna con familiarità accertata deve aumentare i controlli aggiungendo una ecografia semestrale o una risonanza magnetica annuale al controllo completo>>. 

Da ormai diversi mesi stiamo affrontando l’emergenza sanitaria mondiale legata al Covid-19. Tra il periodo di lockdown, la paura diffusa e un po’ di disattenzione nei confronti della prevenzione medica si è assistito a un incremento di morti per cause tumorali o comunque a un peggioramento di situazioni già in essere, non sufficientemente seguite.

Cosa possiamo dire in merito? 

<<Il problema è legato all’interruzione dei programmi di prevenzione quali lo screening mammografico durante il lockdown, e alla necessità di recuperare tutti gli esami di prevenzione, i follow up e i controlli sia nelle donne della popolazione sana, sia controlli nelle donne già operate che purtroppo, soprattutto per il timore di dover entrare in strutture sanitarie, quali ospedali e centri diagnostici, non hanno effettuato gli esami nei tempi dovuti. Il consiglio è di riprendere a eseguire gli esami perché oggi il livello di attenzione da parte delle strutture sanitarie è estremamente elevato e quindi le donne, come tutti i pazienti, si recano presso centri nei quali vengono adottate tutte le attenzioni di distanziamento sociale e tutte quelle indicate dal Ministero della Salute, per poter evitare di contrarre il virus nelle strutture stesse. L’invito è quindi quello di riprendere a fare tutti i controlli secondo le indicazioni date dal proprio radiologo o dal medico che segue la paziente, sia nella popolazione sana, sia nelle donne già operate in follow up. Non bisogna interrompere assolutamente i controlli>>.  


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