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La rieducazione posturale per un aspetto più sano e bello.

La rieducazione posturale per un aspetto più sano e bello.

Bellezza e postura, un binomio vincente ma fortemente a rischio.

Specie tra i più giovani, atteggiamenti poco corretti sono spesso alla base di inestetismi che, se non opportunamente contrastati, possono sfociare in vere e proprie patologie.

Come evitare di ritrovarsi con una postura scorretta ed avere problemi di salute?

Lo abbiamo chiesto al fisiatra e medico dello sport, dott. Alessandro Ciarimboli.

Dottor Ciarimboli, quanto è stretto il legame tra una corretta postura ed un bell’aspetto?

«Molto. La postura viene definita come quell’atteggiamento spontaneo che il corpo acquisisce nello spazio, senza vincoli o posizioni obbligate. Già la definizione fa capire quanto il concetto influisca sull’aspetto: è come un biglietto da visita per chi ti guarda. Insomma, la postura è il modo in cui ci presentiamo ai nostri interlocutori».

Come si correggono i difetti della postura?

«Intanto va separato il discorso medico da quello estetico. Le alterazioni della postura possono diventare patologiche quando creano situazioni e sindromi dolorose, come le classiche sindromi neofasciali, le cervicalgie, le lombalgie, i problemi alle tendiniti inserzionali delle ginocchia.

Quando insorge una patologia interviene il medico fisiatra, con una valutazione medica, anche strumentale, ed una correzione poi fisioterapica, in ambito medico».

E se invece non ci troviamo di fronte a vere patologie?

«Quando i problemi influiscono più sull’aspetto estetico che patologico, allora ci dobbiamo un attimo soffermare anche sull’importanza dell’attività fisica in generale, che dovrebbe essere prescritta quasi come un farmaco da assumere tutti i giorni».

Addirittura?

«Certo. Forse non tutti sanno che oggi nei Lea, i Livelli Essenziali di Assistenza, l’attività fisica viene indicata come una medicina e prende il nome di Afa: Attività Fisica Adattativa.Anche l’Oms e l’Istituto Superiore di Sanità in Italia sostengono che l’attività fisica in generale sia di importanza fondamentale per l’uomo. Insomma, quando ci troviamo di fronte ad alterazioni posturali che non possono beneficiare di trattamento medico perchè non comportano sindromi patologiche, ma creano comunque una situazione di difficoltà di adattamento all’ambiente, per inestetismi o discorsi poco funzionali (ad esempio: non riuscire ad indossare alcuni capi di abbigliamento) ci sono approcci ludico sportivi che possono tornare utili».

Ci può fare qualche esempio?

«Pensiamo ad esempio al pilates, che non è una scienza medica ma una scienza kinesiologica, ovviamente di tipo sportivo, che può essere utile per questo tipo di situazioni».

Dottore Ciarimboli, la percezione che ognuno ha di sé, soprattutto i più giovani che tendono ad imitare atteggiamenti o ad assumerne di propri in funzione di una apparente “comodità”, può produrre effetti nocivi sulla postura?

«Talvolta sono proprio questi atteggiamenti il presupposto dell’alterazione della postura. Tra le condizioni più frequenti che riscontro in ambulatorio, in particolare tra gli adolescenti, ci sono severe posturopatie che nascono da chiusure ambientali».

Cosa significa?

«Che persone particolarmente chiuse in se stesse hanno difficoltà di ambientamento e sviluppano una situazione posturale molto alta, con ipercifosi, la chiusura delle spalle, quasi un atteggiamento di difesa. Una circostanza che spiega anche come un atteggiamento emotivo possa comportare un’alterazione posturale. Che in alcuni situazioni può strutturarsi e diventare patologia».

Come si interviene nei casi di posturopatie emotive?

«L’approccio ludico può essere molto utile. Lo sport di gruppo, ad esempio, rende molto di più di un intervento medico vero e proprio».

A proposito di atteggiamenti che influiscono sulla postura e sull’immagine, quali sono gli accessori di uso comune che possono provocare scompensi?

«I fattori di rischio si dividono in bassi ed alti. Questi ultimi sono, non solo quelli legati alla chiusura emotiva di cui abbiamo parlato precedentemente ma anche quegli atteggiamenti che si assumono con un uso prolungato e scorretto di cellulari, tablet o audiovisivi».

E i fattori di rischio bassi?

«Sono quelli legati ai piedi. Pensiamo alle calzature. Nei soggetti in crescita, le scarpe molto basse o, al contrario, quelle con tacco molto alto, possono creare problematiche posturali cosiddette ascendenti, che nascono dal piede, come l’iperlordosi di compenso a livello lombare, l’accorciamento delle catene posteriori degli arti inferiori. Questo è uno di quei casi in cui l’estetica può influenzare la salute».



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