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Decomedical, con la sua lunga esperienza di famiglia nel settore di apparecchiature per estetica professionale e medicina estetica, nasce in un contesto culturale storicamente dedito alla medicina: Salerno. La città nella quale prese forma la Scuola Medica Salernitana, è stata punto di riferimento per lo studio e per la diffusione delle conoscenze ippocratiche. 

Un’area culturale e geografica che ancora oggi vuole continuare a eccellere nella migliore tradizione legata alle discipline medico-sanitarie anche grazie ad aziende specializzate. 

Quando si parla della storia di Salerno, di per sé molto ricca e antica in diversi settori culturali, è impossibile infatti dimenticare il suo prestigio nell’ambito dello studio e della divulgazione della medicina.

Salerno con la sua provincia è ben nota per innumerevoli prerogative legate alla cultura sia marinara sia montana, alle bellezze naturalistiche e paesaggistiche, alle specialità gastronomiche, alla moda e alla tradizione artigianale, alla secolare predisposizione all’ospitalità. 

Ma anche il legame di Salerno con lo studio e la diffusione della medicina ha origini molto antiche, rendendola città protagonista soprattutto in epoca medievale. Si pensi che Salerno ha rappresentato, per un lungo periodo, il riferimento principale in tutta Europa relativamente alla sua pratica e al suo insegnamento.

Il più importante centro di interesse e di fermento accademico, il maggiore polo didattico, il contesto territoriale maggiormente predisposto alle dinamiche degli studi medici.

Tutto ciò grazie alla famigerata Scuola Medica di Salerno, nata durante il Medioevo, considerata la più illustre e la più antica istituzione dell’Occidente europeo per l’insegnamento e l’esercizio della medicina. 

Grazie alla sua opera, l’arte ippocratica trovò diffusione ovunque sul continente e attrasse a sé il maggior numero di coloro che volevano apprenderla. Prima che venissero fondate le cosiddette “Universitates Studiorum”, durante l’Alto Medioevo, sorsero altri centri d’insegnamento medico in Italia ma nessuno di essi raggiunse il livello di diffusione e di credibilità come Salerno.

Ben presto, infatti, la Scuola vide assegnarsi il titolo di “Civitas Hippocratica”, che venne poi apposto sul suo sigillo. Difficile risalire all’origine esatta di questa fondazione. Una leggenda narra che avvenne a opera di quattro maestri di diversa provenienza, ovvero uno latino, uno greco, uno ebreo e uno arabo, a sottolineare anche la pluralità delle voci e la molteplicità delle implicazioni culturali presenti.

Ma prima che la Scuola si costituisse come collegio medico, comunque, e dunque agli esordi, lo studio della medicina fu sostanzialmente praticato ed esercitato dai monaci, che si occuparono anche di tramandarne le nozioni. Insomma, si trattava di medicina monastica.

Solo successivamente e gradualmente ciò lasciò il posto all’esercizio laico della disciplina. 

Soprattutto quando si iniziò a proibire la pratica medica ai religiosi oltre i confini dei chiostri. La medicina laicale così aumentò in maniera organica e venne perfezionato l’insegnamento medico costituendo un vero e proprio collegio di maestri e una corporazione di medici per la tutela dei loro interessi materiali, facendo di Salerno un centro di studio per la medicina di fama diffusa. 

Trotula de Ruggiero

Non è un caso il fatto che provenga dalla Scuola medica Salernitana, Trotula de Ruggiero, ritenuta dai più la prima donna medico italiana.

Fu la più famosa delle ”Mulieres Salernitanae”, le Dame della Scuola Medica di Salerno, dove la scienziata studiò e insegnò. Le sue teorie precorsero i tempi in molti campi tra cui quello della prevenzione e dell’igiene. Fu autrice di trattati di medicina che mostrano eccezionali conoscenze in campo dermatologico, ginecologico ed ostetrico. La sua figura si inserisce nella lunga tradizione – che attraversa l’Antichità e il Medioevo – delle donne attive in professioni mediche. La sua eccezionalità è dovuta al fatto di aver scritto il proprio insegnamento, ponendolo sul piano di un sapere tramandabile. Le sue conoscenze in campo ginecologico furono eccezionali e molte donne ricorrevano alle sue cure. Fece nuove scoperte anche nel campo dell’ostetricia e delle malattie sessuali. Cercò nuovi metodi per rendere il parto meno doloroso e per il controllo delle nascite. Si occupò del problema dell’infertilità, cercandone le cause non soltanto nelle donne, ma anche negli uomini, in contrasto con le teorie mediche dell’epoca. Annotò queste scoperte nella sua opera più conosciuta il De passionibus Mulierum Curandarum (Sulle malattie delle donne), divenuto successivamente famoso col nome di Trotula Major, quando venne pubblicato insieme al De Ornatu Mulierum (Sui cosmetici), un trattato sulle malattie della pelle e sulla loro cura, detto Trotula Minor.” ( Fonte universitadelledonne.it)

Un polo che ancora oggi mantiene inalterato il suo storico prestigio e che, anche grazie a eccellenze nei diversi settori legati alla medicina tra cui Decomedical si vanta di far parte, esporta in tutta Italia e nel mondo i fasti di un passato sempre presente.